9 Maggio – 15 Giugno 2019

Enzo Obiso

Nostalgia del Futuro

L’Havana Cuba

Artist

Enzo Obiso

 

Location

GSF Contemporary Art – Torino

 

In Collaboration

Riccardo Costantini Contemporary, Torino

9 Maggio – 15 Giugno 2019

Enzo Obiso

Nostalgia del Futuro

L’Havana Cuba

Location

GSF Contemporary Art – Torino

In Collaboration

Riccardo Costantini Contemporary, Torino

“Mi sono ritrovato a percorrere il Malecon, ad osservare le vecchie auto americane rimaste a Cuba dopo la rivoluzione e ad assaporare la vita di tutti i giorni in alcuni quartieri del centro storico non ancora pronti ad accogliere il turismo di massa…”

“Quelle immagini mi rassicuravano e coltivavano in me l’illusione che con l’apertura di Cuba verso il resto del mondo tutto potesse migliorare senza perdere l’identità culturale riacquistata con la rivoluzione di Castro. Normalmente nella fase iniziale di un progetto sono abituato a memorizzare temi differenti, cosa che mi dà un certo equilibrio e un senso di libertà rispetto al lavoro prima di definire la direzione da prendere. Ma a L’Avana si ha l’impressione di essere su un set cinematografico, un set completamente ricostruito dalle quinte all’illuminazione, ancora di più rispetto ai lavori precedenti ho cercato di eliminare l’avvenimento dalle mie fotografie per trovare un punto di osservazione neutro che mi consentisse di individuare uno scarto di significato e dare ordine alle cose in una città dove il passato è protagonista assoluto. Ho amato passeggiare per le strade de l’Avana… è stato come fare un viaggio nella memoria, per giorni non ho avuto un’idea precisa di ciò che stavo cercando e la sensazione che avevo era quella di trovarmi in un luogo che già conoscevo, forse un luogo dell’infanzia o un luogo incontrato in un’altra vita. E’ stato come essere nello steso momento dentro al tempo e fuori dal tempo, dentro allo spazio e fuori dallo spazio.” […]

Exhibition’s Photos Copyright by Fabio Oggero

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Artist

Enzo Obiso

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“ …Enzo Obiso’s photography exacerbates the tension between drawing and writing, between index and vision, with the same detached irony with which I imagine Filottete tending the arch of Heracles. Nothing could be more nakedly indicative of his material compositions, of his surfaces both complex and smooth, of the few objects found and left, found and preserved, found and lost… “